citazione

" Quanto superiori le tattiche di guerra , Quanto potenti le armi ! Senza entrare nei cuori del Popolo, Senza affidarsi alla forza del Popolo , il filo della spada si spezzerà , la lancia si piegherà ."

( Let - We Thondara , 1723 / 1799 , da " Liberi dalla paura " di Aung San Suu Kyi )

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domenica 24 febbraio 2008

CHI STA LOTTANDO PER COSA?

UNA PICCOLA PROTESTA CONTRO UN' INFLAZIONE IMPAZZITA CHE ACCENTUA LA POVERTA' SI E' TRASFORMATA, A CAUSA DELLA REPRESSIONE DA PARTE DEI SOLDATI, NELLA PIU' IMPONENTE MANIFESTAZIONE DELLA BIRMANIA NELLA STORIA RECENTE.

"stiamo marciando per il popolo, vogliamo che il popolo venga con noi"

I monaci buddisti, sfidando le sanginose repressioni della giunta militare birmana, sfilano pacificamente in cortei pregando e cantando, rivendicando il diritto di LIBERTA'.
I bonzi chiedono il taglio del prezzo della benzina, la riconciliazione nazionale e la liberazione di tutti i membri dell'opposizione agli arresti e protestano pacificamente contro il regime militare e per ricordare che in Birmania non si tengono più elezioni dal 1990.



A questa protesta pacifica il regime reagisce con il pugno di ferro, invitando prima,con l'utilizzo di altoparlanti, i monaci e il resto della popolazione che prende parte sempre di più alle manifestazioni di non parteciparvi, di ritornare all'ordine e di mentenerlo.Poi, si passa alle manganellate,ai fucili, alle bastonate, al posizionare nei punti nevralgici e più significativi della protesta barricate con filo spinato o dispositivi che possono essere usati come cannoni ad acqua contro i manifestanti.
Ma in questa azione di repressione delle proteste sono compresi raid nei monasteri per arrestare i monaci,i coprifuochi che impongono alla popolazione di non uscire dal tramonto all'alba, ma si ipotizza anche su strategie che i militari possono applicare per sopprimere la ribellione, tra queste, raparsi a zero e infiltrarsi nei cortei con funzioni provocatorie per far scoppiare disordini e violenze.









Tra gli stati,che ai nostri occhi sembrano mobilitarsi per sostenere la lotta della popolazione e dei monaci per una democrazia e par far tornare la serenità in questa zona del mondo, avanza il Giappone, che convoca l'ambasciatore birmano ancora all'inizio delle varie manifestazioni, la Cina che chiede spiegazioni e moderazione al regime dittatoriale birmano, ma c'è da aggiungere che la Cina confina con il Myanmar(nome attuale della Birmania) e quindi più di ogni altro stato è interessata alla stabilità e alla riconciliazione del Paese.

L'America con Bush ha affermato che ci saranno sanzioni internazionali,(inutili secondo la Cina) e Condoleeza Rica ricorda invece l'intervento ritenuto nesessario dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dell'inviato speciale dell'Onu Ibrahim Gambari.
La Russia e la Cina inoltre cercano di mantenere quei importanti rapporti economi con la giunta militare birmana, ecco perchè contrari alle sanzioni proposte dagli Stati Uniti e sostenute anche dall' Ue.
Anche l'Italia ha fatto moralmente la sua parte:in Campidoglio si è tenuta una manifestazione con una gigantografia di Suu Kyi per richiederne l'immediata scarcerazione.




Tra le proposte avanzate per sedare le manifestazioni,ma soprattutto per evitare che il malcontento dell'intera popolazione sfoci in una guerra civile,c'è chi avanza la proposta di una DISTENSIONE fra la giunta al potere e la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi, aprirsi quindi al DIALOGO.

Evitare che una dittatura soffochi nel sangue la voglia dei birmani di essere liberi.





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